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Inchiesta a Napoli su truffa a Trenitalia
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Inchiesta a Napoli su truffa a Trenitalia





Un'organizzazione finalizzata a «pilotare in modo sistematico e seriale» gli appalti riguardanti Trenitalia spa in cambio di tangenti: questa l'accusa che i magistrati della Procura di Napoli muovono a carico di cinque persone nei cui confronti da parte della Guardia di Finanza è stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare.
I provvedimenti sono stati disposti dal gip di Napoli Luigi Giordano, su richiesta dei pm Henry John Woodcock e Francesco Curcio.

Le officicine di milano Smistamento. Foto: Trenibrianza.com


Le persone arrestate sono gli ing. Raffaele Arena e Fiorenzo Carassai, ex dipendenti Trenitalia e rispettivamente ex responsabile del servizio manutentivo di Trenitalia ed ex responsabile di una sezione della manutenzione della società. Oltre a loro sono finiti in carcere gli imprenditori napoletani Giovanni ed Antonio De Luca, titolari della FD Costruzioni, mentre agli arresti domiciliari è finito Carmine D'Elia, ritenuto socio occulto di Arena. il Gip ha anche disposto il sequestro delle aziende Fd Costruzioni di Napoli, Pastificio artigianale Leonardo Carassai srl di Campofilone (Fermo), la Mavis srl e la Amg srl, entrambe di Nola (Napoli).

A seguito delle notizie diffuse sull'inchiesta della Procura dela Repubblica di Napoli circa l'irregolarità nell'affidamento di alcuni appalti, Ferrovie dello Stato precisa che:
- le persone di Trenitalia per cui sono stati adottati ordini di custodia cautelare sono due ex dirigenti della società
- a tale proposito, si rende noto che i controlli condotti nel 2006 dalle strutture di Audit di Trenitalia avevano rilevato gravi irregolarità nell’operato dell’ing. Raffaele Arena, irregolarità confermate dalla successiva inchiesta amministrativa e che il 27 febbraio 2007 Trenitalia ha provveduto al licenziamento dell’ing. Arena
- che analoga situazione si è successivamente verificata per l’ing. Fiorenzo Carassai nei cui confronti, a seguito di altra inchiesta disciplinare, il 30 dicembre 2009 è stato risolto il rapporto di lavoro


Diversa la situazione invece per quel che riguarda gli altri indagati facenti tuttora parte di Trenitalia anche se, alcuni di loro, con compiti diversi rispetto a quelli per cui sono sotto indagine. Si tratta di Ferdinando Gambardella, in qualità di direttore regionale per la Campania di Trenitalia; Sabrina De Filippis, direttore regionale per la Puglia; Federica Di Pomponio, funzionario di una sezione di manutenzione; Vincenzo Salvucci, responsabile del settore ingegneria manutenzione corrente regionale; Alessandro Verni e Domenico Longaretti, entrambi dirigenti in servizio presso la Direzione passeggeri regionale di Trenitalia.
Loro sono indagati per concorso esterno nell'associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alle turbative d'asta. I 2 pm napoletani, Curcio e Woodcock, ipotizzano che gli indagati, in momenti e con ruoli diversi, avrebbero fornito a Fabrizio Carassai notizie sugli appalti, supporto per pilotare appalti a favore dell'FD Costruzioni e avrebbero fornito informazioni sulle indagini in corso dei pm napoletani.


Così come dato atto, Trenitalia fin dall’inizio ha fornito alla Procura di Napoli e agli organi di Polizia Giudiziaria tutte le informazioni a propria disposizione per il completo e celere accertamento delle responsabilità, e si è attenuta scrupolosamente alle indicazioni della Procura circa i comportamenti da tenere nei confronti delle persone e delle imprese coinvolte agli effetti dei rapporti contrattuali e dei relativi pagamenti.
Trenitalia continua a seguire lo sviluppo dell’inchiesta e adotterà di volta in volta ogni provvedimento del caso in relazione alle evidenze che dovessero emergere anche nei confronti di altri dipendenti e/o delle imprese.
Trenitalia, che da questa attività è stata pesantemente danneggiata, si costituirà parte civile in qualità di persona offesa per tutelare tutti i propri interessi anche al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti.


Sembra che gli sviluppi dell'inchiesta potrebbero non limitarsi a Napoli. Altri gruppi, oltre a quello individuato dai magistrati di Napoli nell'inchiesta su tangenti negli appalti Trenitalia, opererebbero «in modo illecito nel settore delle commesse ferroviarie» e il sistema di «cartelli illegali» sarebbe «diffuso»; così recita il Gip nella sua ordinanza.
«Dagli spunti che sono affiorati nel corso delle investigazioni - riferisce il documento del giudice - sembra che il gruppo Arena-De Luca-Carassai sia solo uno tra quelli che operano in modo illecito nel settore delle commesse ferroviarie. Pare che il sistema dell'accordo fra imprese che si costituiscono in cartelli illegali e fra queste e la dirigenza ferroviaria sia diffuso perchè genera arricchimento agevole per tutti tranne che per la generalità dei cittadini - utenti - contribuenti».

Articolo di Lorenzo Lipparini
Fonti: Corriere.it - Ferrovie dello Stato
Adattamento e ricerca immagini: Flavio Tecco







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