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Home Articoli » Articoli Ferroviari » La Rotta Sarda
La Rotta Sarda




-Storia della rotta sarda

La rotta sarda è nata ufficialmente nel 1961 con l’immissione in servizio di una nave dedicata
esclusivamente a questo servizio, la “Tyrsus”, seguita un anno dopo dalla gemella “Hermaea”.
Prima di tale data venivano inviate alcune navi dallo stretto di Messina a Civitavecchia per fare cambio di materiale rotabile in Sardegna.
Le navi avevano un duplice compito: collegare la Sardegna al continente, traghettando auto e passeggeri, e movimentare il traffico merci via rotaia trasportando vagoni ferroviari. Questo era possibile grazie alla presenza di due ponti di carico ben distinti: a livello terra erano presenti binari che permettevano l’accesso di vagoni ferroviari e, se necessario, anche di automobili, furgoni e camion, ed a livello superiore si trovava il ponte per il trasposto di sole auto raggiungibile da rampe laterali costruite sui moli.
Questo nuovo servizio crebbe in proporzione al numero di richieste tali da dover allestire una nuova nave la “Gennargentu” che entrò in servizio nel 1965 e tre anni dopo, la gemella “Gallura”.
Agli inizi degli anni ’80 le richieste di movimentazione merci erano talmente elevate da dover dedicare una nuova nave esclusivamente al trasporto di carri merci. Fu così che nel 1982 entrò nella rotta sarda anche la “Garibaldi”, l’ammiraglia delle Ferrovie dello Stato.
Nel 1988 prese servizio la “Logudoro”, costruita per coprire sia la rotta Sarda sia quella dello Stretto grazie all'apertura per il carico di carri ferroviari sia poppiero che di prua.
Con il passare degli anni ed il potenziamento dei servizi marittimi su gomma e la presenza di nuove compagnie di navigazione l’interesse al traghettamento di carri venne meno tanto da provocare un calo considerevole anche nel trasporto di passeggeri. Le nuove compagnie, infatti, permettevano di raggiungere la Sardegna anche in altre località ed in un tempo considerevolmente più basso con servizi migliori. Alla fine degli anni ’90 le navi della rotta Sarda persero la possibilità di traghettare passeggeri verso la Sardegna, rimanendo attive solo per il trasporto di carri merci (tra le altre cose già in forte flessione). Già dal 1994 la “Tyrsus” era stata radiata per anzianità, nel 1999 toccò alla “Hermaea”
seguita l’anno dopo dalla “Gennargentu” e nel 2002 dalla “Gallura”.
Sulla rotta Sarda rimasero quindi la “Garibaldi” in servizio ed in riserva; qualora ce ne fosse stato di bisogno; la “Logudoro”. Lo scorporamento di Ferrovie dello Stato ha portato alla nascita di una nuova società: Bluvia. Le navi delle Ferrovie furono quindi cedute a questa nuova compagnia, riverniciate con la scritta Bluvia, ma mantennero comunque il nome originario di partenza.
Agli inizi del nuovo millennio, con l’ampliamento del porto di Civitavecchia, il molo due delle ferrovie fu abbattuto a scapito ancora una volta del trasporto su rotaia, diventato oramai sporadico e su richiesta. Nel 2010 la radiazione della “ Garibaldi” ha posto fine alla
rotta sarda. Il molo rimanente é utilizzato molto sporadicamente per il ricambio di materiale rotabile
sardo.

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